AngeliPress

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    La vita di Irene, in salita sin dalla nascita

    In un libro-verità la famiglia racconta senza pietismo la sua storia accanto ad una figlia gravemente disabile

    “Una squadra per la ricerca”, la staffetta dell’Esercito Italiano aiuta due ricercatori di Città della Speranza

    Saranno due i ricercatori, impegnati nella diagnostica delle malattie tumorali pediatriche, che potranno essere finanziati grazie agli straordinari risultati della staffetta nazionale “Una squadra per la ricerca”, tenutasi sabato 26 settembre in favore di Fondazione Città della Speranza. I 4.298 km percorsi complessivamente dai Comandi dipendenti dalle Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito Italiano nelle 17 città italiane coinvolte, infatti, sono stati convertiti in una donazione che ammonta a circa 60 mila euro, grazie al contributo delle aziende sostenitrici del progetto.

    Ferrovie dello Stato, verso un’accelerazione green?

    Lo scorso 21 ottobre il Gruppo FS e Snam hanno firmato un Memorandum of Understanding che comporterà uno studio tecnico-economico per un’ipotetica introduzione di treni ad idrogeno sulla rete ferroviaria del paese. “Continuiamo a innovare e sviluppare soluzioni di mobilità sicure ed ecologiche che consentiranno alle nuove generazioni di vivere in un Paese più sostenibile e competitivo, secondo un modello che pone sempre di più le persone al centro. I trasporti ferroviari a idrogeno rappresentano in questo senso una fondamentale innovazione in grado di rendere più ecologici i viaggi di passeggeri e merci sulle residue tratte ferroviarie non ancora elettrificate”, ha sottolineato Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane.

    Al centro dello studio delle due aziende vi sarà la realizzazione di alcuni progetti che portino alla sostituzione dei combustibili fossili, attualmente impiegati in parte del trasporto, con l’idrogeno che contribuirebbe ad una mobilità sostenibile. Al momento in Italia ci sono 4.763 chilometri di linee diesel, ovvero il 28% del totale. FS dovrebbe investire 1,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per l’elettrificazione di altri 670 chilometri di linee e un’ipotetica soluzione con Snam sarebbe di ulteriore sostegno in quest’ottica. Si tratta di un passo in avanti nel processo di completa elettrificazione del trasporto ferroviario, in attesa di possibili alternative, anche se i tempi sembrerebbero un tantino dilatati; con un rapido calcolo, qualora il ritmo di riconversione restasse inalterato, bisognerà aspettare almeno altri 35 anni circa per la sostituzione delle linee diesel. Di certo quello che si chiede con insistenza dagli esperti e da gran parte della comunità internazionale è rapidità. Una rapidità di azione che stenta ancora ad arrivare nella pratica, ma si ferma a parole che servono ancora a ben poco.

    https://www.fsitaliane.it/content/fsitaliane/it/media/comunicati-stampa/2020/10/21/fs-italiane-e-snam--al-via-collaborazione-per-promuovere-lo-stud.html

    https://www.rinnovabili.it/mobilita/veicoli-ecologici/treni-a-idrogeno-italia-fs-italiane-snam/

    A cura di Simone Riga

    Auser alla prova del nuovo Dpcm: sedi aperte e servizi di prossimità per gli anziani soli

    Le sedi Auser restano aperte, le attività di volontariato civico e di aiuto alle persone fragili e bisognose proseguono e diventano sempre più strategiche, sono sospesi  tutti gli incontri ricreativi e culturali in presenza, i balli, le feste sia all’aperto che al chiuso,  sospesi i convegni.  Le visite dei volontari  nelle Rsa e nelle case di riposo, così preziose per gli ospiti ricoverati,  sono sospese se le direzioni sanitarie decidono il divieto di accesso anche per le associazioni di volontariato. 

    L’ultimo DPCM cala sulle attività dell’Auser, in modo particolare sulla promozione sociale e sulle attività culturali.

    Il 30 e 31 ottobre si terrà lo Stroke and Aneurysm Virtual Meeting

    Si svolgerà on line nelle giornate del 30 e 31 ottobre il Congresso Internazionale della Società Mondiale di Neuroradiologia cui parteciperanno le eccellenze in questa patologia in collegamento da tutto il mondo. L’epidemia ha purtroppo rivoluzionato la possibilità di aggiornamenti scientifici in tutte le discipline ponendo al centro nuove forme di didattica e di scambi culturali già presenti in altri settori. Non è preventivabile allo stato attuale quando sarà possibile il ritorno ad eventi in presenza fisica rispetto a questi on-line considerando che molti eventi del 2021 sono stati già posticipati al 2022. L’utilizzo di web meeting con possibilità di webinar e collegamento su piattaforme avanzate rende possibili scambi di esperienze certamente in maniera più agevole ma limita ovviamente lo scambio di interazione diretta sui pazienti.

    Per queste motivazioni è stato organizzato un evento internazionale Stroke and Aneurysm Virtual Meeting 2020 (www.savm2020.com) che si svolgerà il 30 e 31 ottobre 2020 con collegamento live sul trattamento endovascolare degli aneurismi cerebrali e dello stroke, riportando esperienze da tutti i principali centri internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti, avendo come organizzatori la dott. Biondi di Parigi, il dott. Linfante di Miami, il dott. Causin di Padova, il dott. Riina di New York ed il dott. Muto di Napoli. “Le cure endovascolari di patologie vascolari cerebro-spinali hanno avuto una notevole evoluzione negli ultimi 30 anni nel trattamento degli aneurismi e delle malformazioni vascolari cerebrali sia trattati in urgenza che in elezione, nonché nel trattamento dello stroke ischemico – sottolinea il dottor Mario Muto direttore UOC Neuroradiologia Diagnostica e Terapeutica AO Cardarelli di Napoli. “Lo stroke (disturbo neurologico da accidente vascolare acuto cerebrale) è una patologia tempo dipendente che ha avuto un notevole cambiamento nella sua gestione e nei suoi aspetti con l'avvento del Covid 19 e ciò è avvenuto in tutto il mondo. Nella fase iniziale durante il mese di marzo e aprile si è verificata una netta riduzione degli accessi ospedalieri per tali patologie a livello nazionale e ciò si presta ad alcune considerazioni (paura dell'accesso ospedaliero con incremento della mortalità legata alla patologia? riduzione degli eventi ischemico emorralgici?)”.

    “In un secondo momento – prosegue il dottor Muto - con la ripresa di una attività quasi regolare vi sono state le problematiche connesse alla gestione dei pazienti sospetti o Covid positivi con la necessità di eseguire test diagnostici affidabili con risposte immediate (parliamo di patologia tempo dipendente) e la necessità di identificare percorsi assistenziali separati tra pazienti negativi e pazienti sospetti o Covid positivi sia per la diagnostica strumentale che per la fase terapeutica con incremento della tecnologia. Tutto ciò dovrebbe avvenire sempre in tempi rapidi per non venir meno al target assistenziale di tale patologia.”

    “Ultimo aspetto – conclude il dottor Muto - è sempre poi quello della carenza degli specialisti idonei al trattamento di tale patologia che necessiterebbe di una strada formativa preferenziale che è urgente determinare sia in Italia che negli altri Paesi del mondo”. Si sta facendo, quindi, in tutto il mondo un notevole sforzo organizzativo, mediatico e culturale per stimolare da un lato i pazienti a non sottovalutare i disturbi clinici (per es. disturbi visivi, del linguaggio e motorii insorti acutamente) ma anche per organizzare la migliore assistenza possibile sin dall’accettazione al pronto soccorso. È necessario, inoltre, il coinvolgimento di molteplici figure professionali che devono essere formate per rispondere alle migliori esigenze assistenziali ed il ruolo delle Università e delle Società scientifiche è perciò fondamentale. Altresì è essenziale un approccio multidisciplinare
    per la migliore selezione del paziente che possano indicare il trattamento più adeguato al caso in esame, quindi, neurologi, neurochirurghi e oncologi. I maggiori esperti al mondo su questa grave patologia saranno presenti all'evento on line del 30/31 ottobre per cercare risposte a questi ed a molti altri quesiti.

    Al largo del Venezuela si rischia un disastro petrolifero

    La nave Nabarima, ferma per un guasto da oltre 20 mesi nel Golfo di Paria, potrebbe ribaltarsi, e qualora si verificasse una catastrofe del genere 300 milioni di litri di petrolio finirebbero in mare, ovvero il suo intero carico. Sono state pubblicate di recente delle immagini che mostrano la nave che pende pericolosamente su un fianco; nel caso i barili si rovesciassero i danni all’ecosistema sarebbero inimmaginabili. La nave di stoccaggio e trasbordo è gestita dalla compagnia Petrosucre, una joint venture tra la compagnia petrolifera statale venezuelana Petroleos de Venezuela (Pdvsa) e la compagnia italiana Eni, quale detiene una quota del 26%.

    Al centro della storia ci sono anche gli Stati Uniti, nella fattispecie il Dipartimento di Stato con a capo Mike Pompeo che ha imposto delle sanzioni salatissime ai danni della compagnia venezuelana, e questa situazione di stallo impedisce un’azione concreta per mettere in sicurezza il carico della nave; da un lato la Pdvsa non dispone di un’imbarcazione adibita al trasbordo del gregge, mentre dall’altra parte, a causa delle sanzioni Usa non è consentito l’intervento, quindi l’avvicinamento, di navi battenti bandiera straniera alla Nabarima. In caso lo sversamento si verificasse si tratterebbe del peggior disastro petrolifero della storia, superiore a quello avvenuto nel lontano 1989 in Alaska dove la Exxon Valdez rilasciò 40,9 milioni di litri di petrolio. Al momento tale situazione sta seriamente preoccupando le associazioni ambientaliste, come la Trinidad and Tobago Fishermen and friends of the sea (Ffos) che spiega “nelle nostre fotografie, scattate il 16 ottobre c’è un’enorme macchia di ruggine sul lato sinistro dello scafo della nave, che non è evidente nelle immagini inviateci dal nostro contatto venezuelano il 19 ottobre”.

    https://www.newsweek.com/oil-tanker-nabarima-caribbean-1540082

    https://www.facebook.com/FFOSTT/

    A cura di Simone Riga

    Pietro Barbieri rappresenterà i diritti delle persone con disabilità nel CESE

    All we need is trust

    La gestione istituzionale della pandemia a marzo ha ottenuto un alto dato di fiducia degli italiani, il 75% degli intervistati. Lo rileva un’indagine condotta dall’Istituto di scienze e tecnologie della  cognizione del Cnr pubblicata su Frontiers in Psychology. La ricerca rileva un dato fiduciario ancora maggiore verso gli scienziati, il 92,6%. Il campione pensa poi che per convincere gli scettici si debba  far leva sullo spirito di condivisione contro la minaccia comune È un livello di fiducia nelle istituzioni molto alto quello evidenziato dai risultati di un’indagine “Coronavirus e fiducia”, realizzata a marzo 2020 dall’Istituto di scienze e tecnologie della  cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) di Roma durante le prime fasi della crisi Covid-19, nel momento in cui il contagio si stava rapidamente diffondendo nel nostro Paese. La ricerca, con il titolo “All We Need is Trust: How the COVID-19 Outbreak Reconfigured Trust in Italian Public Institutions”, è stata pubblicata su Frontiers in Psychology a firma dei ricercatori Rino Falcone, Elisa Colì, Silvia Felletti, Alessandro Sapienza, Cristiano Castelfranchi e Fabio Paglieri.

    Il futuro siamo noi: un film sui bambini che non si arrendono

    Vengono da tutto il mondo, sono bambini che combattono per difendere i propri ideali. Dall’India al Perù, dalla Bolivia alla Guinea passando per la Francia e gli Stati Uniti, questo documentario si propone di incontrare questi bambini che hanno trovato la forza di combattere le loro battaglie per un futuro migliore. Con il patrocinio di UNICEF.

    File, due nuove auto per curare i malati cronici a casa

    In tempi di Covid e di ospedali pieni, è sempre più urgente curare le persone a domicilio: la Fondazione ha raccolto 10mila euro per acquistare due nuove autovetture per i medici

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