AngeliPress

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    #Together4Forests, difendiamo il pianeta!

    Il WWF, insieme ad altre 100 Ong, ha lanciato la campagna di raccolta firme #Together4Forests per difendere le aree verdi del nostro pianeta, il tutto sarà poi trasmesso alla consultazione pubblica istituita dalla Commissione Europea. Non tutti in Europa sappiamo che il 10% della deforestazione mondiale, dall’Amazzonia alle foreste pluviali dell’Asia, è causato da noi stessi attraverso il consumo di carne, latticini, olio di palma, caffè e cioccolato. Questi prodotti che ci ritroviamo a tavola possono provenire, a nostra insaputa, da pratiche scorrette ai danni dell’ambiente.

    “Il latte locale potrebbe provenire da mucche nutrite con soia coltivata in terreni un tempo coperti da foreste spettacolari. I biscotti che ami potrebbero contenere olio di palma non sostenibile o cacao coltivato su terreni strappati alle popolazioni indigene. Questo deve essere fermato: togliamo la deforestazione dai nostri piatti”. Così recita un paragrafo del sito internet del WWF UK. 

    La normativa europea non prevede alcun limite alla libera circolazione di prodotti legati alla deforestazione e alla devastazione degli ecosistemi. A tal proposito l’Unione europea sta cominciando a lavorare ad una nuova legge sui prodotti forestali, la Commissione europea ha aperto la consultazione pubblica al fine di accogliere qualsiasi utile suggerimento. E ne serviranno tanti.

    https://www.wwf.eu/campaigns/together4forests/

    https://www.legambiente.it/together4forests/

    A cura di Simone Riga

    Lo Zimbabwe dice no alle miniere

    La Ministra dell'informazione, Monica Mutsvangwa, ha annunciato che "l'estrazione mineraria nelle aree che fanno parte di parchi nazionali è vietata con effetto immediato". Questa decisione è stata presa dopo le forti proteste da parte delle associazioni ambientaliste per l’imminente inizio delle valutazioni di impatto ambientale per le perforazioni, la costruzione di strade e le indagini geologiche in due siti all'interno del Hwange.

    Nella fattispecie, nel 2015 erano stati concessi i diritti minerari a due società cinesi, la Zhongxin Coal Mining Group e l’Afrochine Smelting, nel più grande parco naturale del Paese, un’area che si estende per circa 14.651 m2, e le esplorazioni avrebbero dovuto cominciare a breve. La notizia aveva innescato sin da subito le proteste da parte dei cittadini, sfociate anche nei social network con l’hashtag #SaveHwangenationalpark.

    Il parco nazionale del Hwange è la casa per il 10% degli elefanti selvatici dell’intera Africa. Trevor Lane, che ha lavorato per il Bhejane Trust a Hwange per oltre dieci anni, spiegava al Guardian, prima che venisse introdotto il divieto, che: “Questo è uno dei più grandi parchi del mondo e le miniere sarebbero in una delle zone più incontaminate del parco. L'ultima popolazione di rinoceronti neri di Hwange Park vive lì, così come 10.000 elefanti e 3.000 bufali” e “se dovesse andare avanti, sarà la fine del parco. Ucciderebbe l'industria del turismo che vale centinaia di milioni di dollari”. E infatti, l’estrazione mineraria avrebbe recato danni irreversibili all’ecosistema, con la conseguenza di pregiudicare anche il settore turistico, dal quale provengono i maggiori introiti dello Zimbabwe.

    Nonostante l’entrata in vigore del divieto, per molti cittadini la preoccupazione resta ancora alta, poiché si tratta di un provvedimento provvisorio e la paura che possa decadere è reale. Negli anni passati gran parte dei territori del Paese sono stati devastati a causa dell’estrazione dell’oro lungo i corsi d’acqua e lo spettro del ritorno a questo catastrofico scenario è ben visibile alla popolazione, la quale pretende che il divieto sia convertito in legge il più presto possibile.

    https://www.bbc.com/news/world-africa-54085549

    https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/09/05/news/nello-zimbabwe-le-societa-
    minerarie-cinesi-minacciano-gli-animali-in-via-di-estinzione-1.39269785

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/09/10/news/zimbabwe_vietate_tutte_le_attivita_minerarie_ne
    i_parchi_nazionali_la_svolta_di_harare-266789468/

    A cura di Simone Riga

    In Amazzonia la deforestazione aumenta tanto quanto il numero degli incendi

    Claudio Almeida, ricercatore che coordina il Programma di controllo della deforestazione dell’Amazzonia (DETER), in seno all’Istituto Nazionale di ricerche spaziali del Brasile (INPE), ha mostrato con numeri alla mano, come si sia già superata la superficie deforestata rispetto all’anno precedente, di 2.400 km2.

    “Le carte mostrano una deforestazione senza precedenti nei territori indigeni fino a quel momento risparmiati e un’appropriazione dei territori pubblici - specifica lo specialista - Deforestiamo per rivendicare la proprietà della terra, regolarizzarla e, eventualmente, rivenderla”.

    L’esecutivo guidato da Jair Bolsonaro presentò nel dicembre del 2019 una mozione per legalizzare le terre pubbliche occupate illegalmente. Il progetto si concluse con un nulla di fatto e decadde lo scorso 20 maggio, ma una nuova simil mozione pare che sarà presto ripresentata.

    Per quanto riguarda il numero di incendi registrati nel mese di agosto, pari a 29.308, si tratta del secondo valore più alto di sempre degli ultimi dieci anni. La regione dell’Amazonas è stata quella più colpita, con ben 8.000 incendi. Bolsonaro ha recentemente ritirato la proposta, annunciata tempo fa, di voler istituire una moratoria agli incendi e ha ritirato prontamente l’esercito, che aveva inviato al fine di salvaguardare la foresta. La totale impassibilità da parte del presidente brasiliano e anche la complicità, secondo Greenpeace, da parte degli Stati europei, che continuano ad alimentare la distruzione dell’Amazzonia attraverso degli accordi commerciali, manderanno presto in cenere uno dei polmoni verdi più importante del pianeta.

    Tra i Paesi complici di questa catastrofe c’è anche l’Italia che, come riporta Il Fatto Quotidiano, è il primo Stato dell’Ue per numero di tonnellate di carne importate dal Brasile, pari a oltre 25.000 tra luglio 2019 e giugno 2020. Anche per quanto riguarda l’importazione di soia l’Italia è riuscita ad entrare tra i primi dieci importatori dell’Ue nel 2019.

    https://www.lemonde.fr/planete/article/2020/09/11/la-foret-amazonienne-s-approche-d-un-point-
    de-non-retour_6051887_3244.html

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/02/amazzonia-distrutta-dagli-incendi-il-governo-
    bolsonaro-e-indifferente-ma-la-colpa-e-anche-delleuropa-foto/5917931/

    A cura di Simone Riga

    L’Italia al secondo posto in Europa per esportazione di pesticidi

    Un’indagine realizzata da Greenpeace UK e l’Ong Public Eye ha portato a galla la massiccia esportazione effettuata dall’Italia, seconda solo al Regno Unito, di pesticidi vietati all’uso nell’Unione europea. Nel 2018 il Paese ha esportato oltre 9mila tonnellate di prodotti fitosanitari in dieci Stati sparsi nel mondo.

    Le centinaia di documenti visionati nell’inchiesta hanno messo in luce dei numeri sino ad allora nascosti dai colossi della chimica in Europa. Nello specifico, nel 2018 l’Ue ha esportato 81.615 tonnellate di prodotti fitosanitari in 85 Paesi, gran parte dei quali con un reddito medio-basso. Il 12% delle importazioni, pari a circa 9.500 tonnellate, proveniva da aziende presenti sul territorio italiano.

    Le sostanze esportate, vietate in Ue da molti anni, sono annoverate come sospetto e probabile cancerogeno, parliamo di trifluralin puro, l’erbicida l’ethalfluralin, un diserbante a base di atrazina e uno a base alachlor, il fumigante 1,3-dicloropropene, e insetticidi a base di propargite. Questi prodotti agrochimici provenienti dall’Italia hanno raggiunto Stati Uniti, Australia, Canada, Marocco, Sud Africa, India, Giappone, Messico, Iran e Vietnam.

    La normativa europea pecca di alcune lacune in materia, nonostante l’impiego di determinate sostanze sia proibito nell’Ue si consente la loro produzione e esportazione, con la conseguenza che ciò che esportiamo ce lo potremmo ritrovare nel piatto, come ha affermato Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia.

    L’appello lanciato da numeri esperti di diritti umani delle Nazioni Unite affinché si metta fine a questa “deplorevole” pratica di esportare prodotti vietati, soprattutto verso i Paesi più poveri, sembra non aver sortito ancora alcun effetto.

    Bibliografia

    https://unearthed.greenpeace.org/2020/07/09/pesticides-united-nations-public-eye/

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/10/greenpeace-litalia-e-il-secondo-paese-per-esportazione-
    di-pesticidi-vietati-in-europa/5926790/

    https://www.corriere.it/cronache/20_settembre_10/greenpeace-l-italia-secondo-paese-esportazione-
    pesticidi-vietati-europa-4ada70e0-f377-11ea-88b9-39ac85c19851.shtml

    A cura di Simone Riga

    Il 17 settembre si svolgerà la Giornata mondiale della Sicurezza del Paziente

    Sham promuove l’innovazione al servizio della sicurezza del sistema sanitario attraverso una tavola rotonda a livello europeo per sensibilizzare sulla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari. 

    Giornata mondiale della Sicurezza del Paziente: Sham promuove l’innovazione al servizio della sicurezza del sistema sanitario

    Sham società del gruppo Relyens Risk Manager e partner di numerosi operatori del settore sociale e sanitario, organizza il 17 settembre 2020 una tavola rotonda virtuale europea per sensibilizzare i propri soci e stakeholder sull’indispensabile messa in sicurezza del percorso del paziente. Questa iniziativa si inserisce sia nel contesto specifico della Giornata mondiale della sicurezza del paziente istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a livello internazionale, sia nell’approccio globale di Sham in materia di gestione e prevenzione dei rischi.

    Una tavola rotonda per sensibilizzare sulla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari

    Nell’ambito della Giornata mondiale della sicurezza del paziente organizzata dall’OMS, Sham offre il proprio contributo per sensibilizzare i cittadini e le autorità pubbliche sull’importanza della sicurezza degli operatori sanitari, primo fattore di sicurezza per il paziente. Infatti, gli operatori sanitari sono chiamati quotidianamente a svolgere una missione di interesse generale, in particolare nell’attuale periodo di pandemia causata dal Covid-19. Di conseguenza, devono essere supportati sia nel processo decisionale sia nell’organizzazione delle cure da prestare.
    L’individuazione e l’analisi dei rischi sono la principale fonte di informazione per anticipare e prevenire gli eventuali sinistri. Non si tratta più soltanto di assicurare i rischi, ma di evitarli. Le innovazioni tecnologiche consentono di andare oltre nella prevenzione e gestione dei rischi clinici (connessi all’organizzazione delle cure all’interno di una struttura) e dei rischi medici (connessi all’attuazione pratica delle cure da parte degli operatori sanitari), dei rischi del personale (in particolare l’assenteismo) e dei rischi informatici, per rendere sempre più sicuri il percorso del paziente e l’attività degli operatori sanitari.
    In qualità di Risk Manager Sham ha elaborato da diversi anni un’offerta di gestione del rischio completa e personalizzata, che si traduce in attività di informazione, formazione, consulenza, valutazione dei rischi, assicurazione o ancora nell’utilizzo di soluzioni tecnologiche. Le nuove soluzioni sono proposte grazie a cinque partenariati esclusivi stretti con partner tecnologici di prim’ordine che operano in tre aree di rischio, in cui possono verificarsi frequentemente dei sinistri: identificazione e prevenzione dei rischi informatici tramite CyberMDX e aDvens, riduzione dei rischi clinici e medici tramite CareSyntax e CLEW, previsione dei flussi di attività e del personale (in particolare assenteismo), tramite Amalfi e HEVA.
    Questo evento europeo è organizzato in diretta da Sham sul tema dell’“innovazione nel sistema sanitario per una maggiore sicurezza del paziente”. Alla tavola rotonda parteciperanno esperti in assicurazioni e gestione del rischio, nonché operatori ospedalieri. Inoltre, tre partner tecnologici di Sham presenteranno in esclusiva le loro soluzioni innovative.
    Sham, un Risk Manager al servizio di chi fornisce assistenza. I cittadini si aspettano dalle strutture sanitarie standard di qualità e sicurezza sempre più elevati.
    L’approccio di gestione del rischio di Sham, incentrato sul percorso di cura e collegato al concetto di esperienza del paziente, ha il seguente obiettivo principale: anticipare e ridurre il rischio di incidenti e danni ai pazienti, fornendo un valido supporto alle strutture e agli operatori sanitari.

    La società Sham, nata oltre 90 anni fa nel settore ospedaliero, ha sviluppato negli anni, grazie alla sua attività storica di assicuratore e partner in ambito sanitario, una forte competenza in materia di rischio medico. Oggi è il n°1 nella Responsabilità civile medica in Francia, Spagna e Nord Italia. Nel corso di questi anni la competenza di Sham si è concretizzata nelle diverse iniziative e collaborazioni sviluppate sul lungo termine, nel contributo alla formazione dei protagonisti del settore e negli investimenti in ricerca
    e sviluppo.
    Sham contribuisce in tal modo a migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria in Europa.

    Al via la prima edizione di Sow - Sport On Week

    Dal Festival degli Open Day e delle Feste dello Sport d’Italia, che nasce

    per promuovere la ripartenza dello sport italiano, arriva un forte messaggio a supporto della  ricerca sulla SLA

    I lunghi mesi di quarantena hanno costretto milioni di sportivi, amatori e professionisti, a rinunciare o a rimodulare i propri allenamenti, ma non hanno scalfito la passione per la propria disciplina e hanno rafforzato la voglia di prendersi cura di sé, di tenersi in forma e di divertirsi insieme. 

    Durante il lockdown, il numero delle visite a siti web o app di dieta o fitness è aumentato del +20% in Germania, del +31% in Spagna, del +69% in Francia e addirittura del 133% in Italia.  Un dato che dimostra l’importanza del benessere per gli italiani e la crescente digitalizzazione del Paese, che si è rivelata determinante per contrastare l’isolamento e vivere al meglio possibile l’esperienza della reclusione dovuta all’emergenza sanitaria. Essere connessi è passata da un nice to have ad un must have. Come l’attività sportiva.

    È su queste premesse che dal 14 al 20 settembre 2020 andrà in scena SOW - SPORT OPEN WEEK, il più grande evento digitale italiano che celebra la ripartenza dello sport e con lo sport. Il Festival racchiude tutti gli Open Day e le feste dello sport d’Italia ed è organizzata da Orangogo, il motore di ricerca degli sport in Italia nato nel 2017, che annovera oltre 22mila sportclub nostrani in 1500 comuni, e una community di oltre 4 milioni di utenti. 

    “SOW nasce per sostenere la ripartenza dello sport italiano - spiega Giulia Pettinau, Founder di Orangogo e ideatrice dell’evento - aiutando gli sportivi, le famiglie e tutte le persone alla ricerca di uno sport a trovare l’attività più adatta alle rispettive esigenze, offrendo al contempo visibilità alle associazioni sportive, costrette per mesi alla chiusura a causa della crisi sanitaria, che ci auguriamo possa essere presto superata”.

    Le società sportive che creano il proprio evento all’interno di SOW possono dare visibilità gratuita alle loro iniziative promozionali sia virtuali sia fisiche, nel rispetto delle linee guida Covid-19, con il supporto di Orangogo che ha realizzato un apposito kit con le istruzioni per aiutare le associazioni anche negli aspetti organizzativi. Inserendo la propria città sul sito SOW, gli utenti potranno trovare gratuitamente e in un unico luogo virtuale, l’elenco di tutti gli Open Day e le feste degli sport vicine a loro, scegliere gli appuntamenti di loro interesse e prenotare l’ingresso direttamente sul sito. 

    L’attenzione alla salute e ai valori dello sport si concretizza anche nell’attività di sensibilizzazione sull’importanza della ricerca scientifica: l’edizione 2020 di SOW - SPORT OPEN WEEK è volta a sostenere AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), principale ente no profit in Italia che finanzia la ricerca scientifica di eccellenza sulla SLA con l’obiettivo di sconfiggere questa gravissima malattia, che solo nel nostro Paese coinvolge circa 6000 persone e per la quale non esiste una terapia efficace. Tutti coloro che aderiranno alla SOW potranno contribuire a supportare AriSLA e la ricerca scientifica con una libera donazione. 

    “Il nostro evento è un appello allo sport italiano - conclude Giulia Pettinau - ed è rivolto a tutti gli appassionati, alle associazioni, agli enti di promozione sportiva e alle federazioni. Siamo convinti che, oggi più che mai, lo sport possa rappresentare uno strumento di rinascita, di unione e di condivisione di valori sportivi, a partire dall’inclusione. Alleniamo la positività!”.

    Marevivo lancia il “Premio Sole, Vento e Mare: energia rinnovabile e paesaggio

    Premio per le Isole Minori e le Aree Marine Protette”

    Dalla manifestazione Green Salina Energy Days in corso sull’isola siciliana proprio in questi giorni, Marevivo lancia il Concorso per il miglior progetto di produzione energetica da fonti rinnovabili nelle Isole Minori e nelle Aree Marine Protette caratterizzato da una particolare attenzione al miglioramento delle qualità ambientali e al rispetto del paesaggio.

    L’ANCIM, Associazione Nazionale Comuni Isole Minori, partner storico delle precedenti edizioni del Concorso, ha già confermato il pieno appoggio e la collaborazione all’iniziativa.

    Le isole sono da sempre in prima linea negli sforzi che l’umanità sta mettendo in atto per far fronte ai cambiamenti climatici e rappresentano un'opportunità per il resto del mondo. La pressione che si trovano ad affrontare è un potente catalizzatore per soluzioni innovative ed economicamente efficienti.

    In questa prospettiva sono laboratori unici e possono svolgere un ruolo fondamentale nell’individuazione di progetti mirati a soluzioni di efficientamento e risparmio energetico, alla riduzione di emissioni di Co2 nell’atmosfera, di interventi rispettosi dell’ambiente e che salvaguardino il paesaggio.

    “E’ intenzione di Marevivo realizzare un concorso internazionale proprio per contribuire a confermare il ruolo strategico delle isole minori e le conseguenti iniziative da intraprendere attraverso la valorizzazione dei risultati della ricerca di soluzioni energeticamente sostenibili - dice Rosalba Giugni, presidente di Marevivo – e per questo siamo orgogliosi di presentare questo Premio qui a Salina, in un’occasione straordinaria dedicata proprio agli aspetti chiave della transizione verso l’energia pulita e la sostenibilità ambientale e sociale nelle isole minori”.

    Mentre le formule delle precedenti edizioni del Concorso prevedevano una “call” rivolta a imprese, professionisti e studenti che proponevano la propria idea ad un Comitato di valutazione che ne verificava la rispondenza tecnico-economica ed i requisiti d’impatto, la nuova formula dell’edizione 2020-2021 - presentata durante l’evento da Carlo Tricoli, esperto del settore e membro del comitato scientifico di Marevivo -  vedrà l’individuazione, la selezione e premiazione di progetti già realizzati nell’ambito di programmi di ricerca (HORIZON2020), di programmi specifici (POC) e quelli  rintracciabili in database specifici (NESOI) o proposte nell’ambito di Piattaforme tecnologiche di settore in cui sia riconoscibile  l’approccio dell’uso di tecnologie energetiche “pulite” nell’ottica di integrazione delle fonti nel quadro più complessivo del contesto socio economico dell’isola dove dovrebbero essere applicate.

    Energia: al via 4 centri per l’efficienza negli edifici pubblici in Europa

    Sono stati inaugurati quattro Centri per l’efficienza energetica nell’ambito del progetto europeo REEHUB. In Italia sono stati attivati in Puglia (Brindisi) e in Molise (Agnone), grazie a un partenariato che comprende ENEA, Comune di Agnone e DITNE (DIstretto Tecnologico Nazionale sull’Energia). I risultati del progetto sono stati presentati in un workshop online questa mattina.

    Per la notizia completa: https://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-al-via-4-centri-per-diagnosi-e-formazione-sullefficienza-negli-edifici-pubblici

    "Libertà è partecipazione", alla Pinacoteca di Brera

    "Libertà è partecipazione" | Pinacoteca di Brera, lunedì 14 settembre 2020, ore 11. Conferenza stampa dedicata a Philippe Daverio, con James Bradburne, direttore generale della biblioteca braidense e della pinacoteca.

    Biologia della gentilezza", ciclo di incontri al MAXXI

    Daniel Lumera presenta "Biologia della gentilezza" nel ciclo di incontri Estate al MAXXI - 16 settembre ore 18.30 - Interviene Giovanna Melandri. Dall'incontro tra una scienziata di Harvard e un esperto internazionale di meditazione, un metodo rivoluzionario con esercizi e consigli pratici.

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